Via Verdi




Anch'io avrei voluto stare con te in via Verdi,
la casa matta in cui abitavi un tempo,
e bere un'ombra al sole di nascosto
seduti come non abbiamo fatto,
saper poi dir qual è il Petrarca al Giotto,
fermare il tuo sorriso in uno scatto.
Son cose assai banali e me ne guardo
da ritenerle adatte alla poesia
lo scrivo per il gusto che ho nel farlo
assieme a una preziosa nostalgia.

la formula del successo di Berlusconi




Ecco la formula del successo di Berlusconi

Tv = corrisponde al numero di persone che guardano le televisioni del Cavaliere elevato al numero di emittenti controllate (3 quando è all'opposizione 6 quando è al governo)

G = il numero di quotidiani e periodici della famiglia Berlusconi o a essa direttamente collegati

K = costante (di) corruzione

P = Le paure da sempre cavalcate da Berlusconi: quella dei comunisti, quella degli extracomunitari ecc.

Qc = il quoziente culturale del popolo italiano

S = la capacità che la sinistra italiana ha di incasinarsi da sola

P2 = nient'altro che la nota loggia


questa formula può essere soggetta a modifiche e ampliamenti, aspetto quindi vostri suggerimenti

A lemma



Una sciarpa, verde, dimenticata distrattamente, resta l'unico segno, il solo indizio tangibile, la traccia esclusiva di una presenza, di un passaggio. Qualcuno mi diceva che quell'oggetto mi donava e io lo portavo orgoglioso in quell'ultimo scorcio di primavera per proteggere il collo e il cuore. Poi mi hanno fatto notare che non era più stagione, e quello stesso oggetto, segno, che prima afferiva ad una specifica area semantica, parole che avevo creduto uscite ormai del tutto dal mio personalissimo vocabolario, ha iniziato ad assumere nuovi significanti, nuove accezioni, note e frequenti in un tempo non troppo lontano. Fino a qualche giorno fa quel segno così mutevole era ancora appoggiato ad una sedia, adesso l'ho fatto riporre, non che sia stato lemmatizzato, questo è pacifico, perché le parole si muovono sempre ma una volta sui libri stan ferme.

Canary Wharf



Devo ricordarmi di chiamare Alice, questa settimana è l'ultima per pagare la rata della scuola di Matt, un lusso che l'anno prossimo non potrà più permettersi, dovrà dire addio agli amici per farsene dei nuovi in una scuola pubblica. Sono in autobus, stamattina devo incontrare una ex-collega americana una delle poche che ha conservato il posto. Passo davanti The fat duck, fa impressione vederlo chiuso, era uno dei ristoranti più famosi della città ed ora ha dovuto tirare le sue le saracinesche come molti altri locali qui in zona. Quando sono arrivato a Londra era il centro dell'universo, sognavo che una volta messi abbastanza soldi da parte mi sarei trasferito in Spagna sulla costa. Il mio ufficio era a Canay Wharf adesso il grattacielo della City Bank è quasi del tutto vuoto. La mia ex-collega americana si chiama Carlotta, anche lei è di origine italiane, abbiamo appuntamento in un caffè vicino dove lavoravo: Carluccio' s. Lì incontro anche John uno dei pochi clienti assieme a noi nel locale, non ricordavo che l'atmosfera qui fosse così deprimente. Mi dice che si sta preparando per un colloquio di lavoro, un posto per il quale prenderà se tutto va bene la metà di quanto pendevano prima. Mi dice anche che la moglie ha chiesto il divorzio e che ha paura di non rivedere più suoi figli. Cerco di tranquillizzarlo ma la cosa non mi riesce un granché bene. Mentre sono lì ricevo una telefonata, c'è qualcuno che è interessato alla mia Aston Martin e sembra non voglia tirare sul prezzo. Saluto Carlotta, Jhon è già andato via fa un lavoretto nel pomeriggio per arrotondare qualcosa, chiamo Alice che è impegnata con gli ultimi scatoloni, questa sarà l'ultima sera che passeremo a casa nostra.

Reintegri

Mentana deve essere reintegrato. Lo ha deciso il giudice del lavoro di Roma. Anche a me piacerebbe esserlo al mio vecchio posto, ma a che pro? Caro Enrico, a cosa serve tornare in un posto in cui non ti vogliono, dove saresti solo contro tutti, dove le condizioni in cui operare sarebbero impossibili? giusta senz'altro la sentenza, ma forse è il caso di cambiare.

Che pense?

Mi volto e mi rivolto nel letto, è il caldo mi ostino a pensare. Riesco a prendere sonno, ma non so dopo quanto un maledetto clacson mi risveglia, dannazione. Vorrei scendere in strada e prenderlo a pugni quell'idiota, ma sono come immobilizzato. Non riesco più ad ascoltare la musica, ho paura di imbattermi su iTunes in qualche ricordo intimamente doloroso. Il dottore riceve anche la domenica, c'è un po'd'aspettare. Guarda le immagini, è possibilista, ma le trattiene per studiarle meglio, non è detta l'ultima. In serata da Fazio c'è Faletti che presenta il suo ultimo, speriamo, libro. Ascoltandolo mi viene il dubbio che non l'abbia scritto lui. Ma che cazzo sta dicendo? Mi piacerebbe parlarne con te: lo faccio così.


Innocenti visioni


Mirka vive con sua figlia Gioia,, una bambina di quattro anni, in una grande città del Nord Italia. Quando la piccola aveva poco più di tre anni, fu colta da un grave episodio convulsivo. Quella sera la madre aveva invitato gente a cena e la bambina fu portata corsa in ospedale, ma dopo numerosi accertamenti i dottori non seppero spiegare la causa di quell'episodio. Nei mesi seguenti la bambina stette bene, una sera d'inverno tuttavia la piccola Gioia era davanti la tv a guardare vecchi cartoons di, Braccio di ferro quando la madre sedendolesi accanto schiacciò inavvertitamente il tasto cinque del telecomando. Sul televisore apparve la faccia spaventosa di Ezio Greggio e all'improvviso la bambina stette malissimo: diarrea, vomito, tremori e orticaria. Quella sera la mamma era sola e appena spense la tv per chiamare aiuto la bambina si senti di colpo meglio. Mirka ha cercato di contattare la redazione per avere un incontro con Antonio Ricci purtroppo senza successo. Alla giovane donna sono venuti in soccorso un gruppo di ricercatori di Torino che hanno messo a punto un apparecchio capace di individuare un programma in cui ha messo mano Ricci inibendone la visione accidentale. Gioia è salva.