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Ragionavo ieri, davanti alla trasmassione di Fazio e Saviano, che oramai la
maggior parte delle persone che mi "piacciono" o con cui "collaboro" o con
cui ...
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Istruzione per l'uso sbagliato
Non ho voce e non solo in capitolo. Avrei dovuto dare quel dannato esame di latino; oggi forse tutto sarebbe diverso e magari con la chiusura delle siss sarei di ruolo anzi di straruolo, e mi trovereste a Brescia o in qualche altra città del Nord.
Invece sono qui a fare invidia alla tristezza. La vita è fatta di scelte, di bivii imboccato quello sbagliato ci si allontana sempre più dalla strada principale.
La cosa più intimamente temuta accade sempre.
Pierino è l'insegnante di matematica
Tutti fin dalle medie abbiano fantasticato sulle insegnanti, guardavamo le loro gambe sotto le cattedre e poi a casa gli davamo di martellino. A quell'età il pistolino è sempre dritto e il testosterone da alla testa, lo ficcheresti in qualunque buco e con quello strumento fai gli esperimenti più strani. Accade però in una scuola nei pressi di Milano che un ripetente, bocciato due volte, assieme a due suoi amici si chiudano in un'aula a fare roba con la prof. di matematica. L'insegnante raggiunta al telefono da un giornalista del corriere si giustifica dicendo che lei non era nuda e che sono il ragazzo più grande, che pensava avesse 16 anni, aveva i pantaloni calati. Ammette poi di avere avuto con l'alunno un'amicizia particolare ma di non averci mai fatto sesso, ma solo innocenti seghe. La scuola in cui la notizia era nota già da qualche giorno voleva mettere tutto a tacere, poi la solita insegnante repressa assieme un gruppo di genitori ha denunciato la giovane e ingenua supplente, la quale tornata nel suo paese di origine in Molise prega che il suo nome non venga divulgato. Come tutto sia iniziato, è stata la stessa insegnante a raccontarlo a un maresciallo del paese in cui ha sede l'istituto e poi al capitano della Compagnia di Desio. «Quel ragazzo aveva problemi in matematica. Così come gli altri quattro compagni. Lunedì mattina eravamo d'accordo che ci saremmo trovati per un'ora di recupero sottratta a educazione fisica. A un certo punto, ha iniziato a farmi domande esplicite sul sesso e sulle mie abitudini sessuali. Mi ha chiesto se facevo l'amore con il mio fidanzato, io che non ho neppure un fidanzato...». Domanda dopo domanda, «mi sono ritrovata a discutere di certi argomenti senza neppure rendermene conto».. Ora fuori dalla scuola non si parla d'altro. In un mare di volgarità e dettagli pornografici — senza distinzione tra maschi e femmine — radunati nella piazza centrale i piccoli parlano e riparlano della professoressa. Una protesta: «E non era neanche bella: aveva il viso pieno di brufoli». Uno sbuffa: «Io non c'ero. Purtroppo».