Words
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Ragionavo ieri, davanti alla trasmassione di Fazio e Saviano, che oramai la
maggior parte delle persone che mi "piacciono" o con cui "collaboro" o con
cui ...
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Cattivi pagatori
L'ultima volta che ho sentito dare un valore economico "all'amore" è stato dalle puttane di Ponte Milvio, il quartiere romano in cui abitavano tempo fa. Avevano anche realizzato una bella scritta su di un muro: "culo 50 - boca 30". Erano quasi tutti, tutte, trans brasiliane.
Ora, però, leggo che sentirsi dire "ti amo" vale 188.000 euro. Lo dimostrano due scrittori inglesi, Steve Henry e David Alberts, attraverso un istituto di ricerca e un sondaggio somministrato alle solite 1000 persone. Nell'indagine veniva chiesto agli intervistati di citare quali fossero le cose più importanti per loro durante una giornata e dargli un voto, spiegano i giornalisti. Nessuno ha mai citato il denaro come risposta. E' la salute a essere la più citata (con un valore stimato di più di 200.000 euro), seguono un bel 'ti amo' e il fatto di avere una relazione stabile (178.000 euro). Il sesso (121.000 euro) vale a quanto dicono poco meno di una risata (124.000). Le cose citate sono tante e a volte sorprendenti come ad esempio il fatto che mangiare una tavoletta di cioccolato abbia un valore maggiore di quello che ha una buona cena, oppure viene fuori che leggere un libro valga di più di una serata al cinema. Miei care e cari, fate attenzione perché troverete, purtroppo, sempre qualcuno pronto ad emettere assegni a vuoto.
Al voto, Al vuoto
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SHORK
on giovedì, giugno 11, 2009
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Si torna a votare per i referendum. No, io non ci andrò, ma non è per colpa mia che il quorum non verrà raggiunto. Tutti, quasi, i partiti sono contrari alle mofiche che una vittoria del sì introdurrebbe. Le urne verranno quindi quasi certamente disertate, sarebbe ora forse di pensare ad una modifica dello strumento referendario, ma qui non è di questo che voglio parlare. Era il giugno del 2005 gli italiani erano chiamati al voto per la modifica di alcune norme in materia di procreazione assistita. Io vivevo e lavoravo a Roma (come si legge nella quarta di copertina di molti illustri autori) e tornai in Abruzzo, all'epoca ero sempre in bolletta, non che le cose siano molto cambiate d'altronde, per esprimere il mio voto nel piccolo seggio a cui appartengo. Ero molto speranzoso che il sì vincesse e che la metà più uno degli aventi diritto si sarebbe recata a compiere il proprio diritto-dovere. Anche personaggi da cui magari non te lo saresti aspettato, come Gianfranco Fini, si erano espressi per il sì. La mattina dopo era già tornato a Roma, quando si seppe che solo il 30% aveva votato andai su tutte le furie, non era in me. Sul tram che mi portava al lavoro pensavo che sette passeggeri su 10 se ne erano fregati altamente e avevo voglia di impiccarne qualcuno agli appositi sostegni. Scesi a piazza Quadrata, lì c'è una chiesa sul portone della quale campeggiava un manifesto in cui c'era un bambino che supplicava di essere risparmiato dal boia. Ero in collera, strappati il manifesto imprecando qualcosa e dicendo: " siete contenti adesso che avete vinto?". Ancora adesso, dopo tanti anni, a ripensarci mi vengono gli occhi lucidi. Di lì a poco sarei stato sottoposto ad un piccolo intervento, come ricordo ironico in questo post, ma qui mi fermo. Per fortuna grazie alla tenacia di alcune persone, a quell'infamia si sta ponendo rimedio, a loro la mia stima e gratitudine.
Vuoi sapere se sudo? (2005) di Onesto Trimone
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SHORK
on venerdì, dicembre 12, 2008
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Ho le mani che somigliano ad altro. Così non la potrò abbracciare né accarezzare di certo. No. È presto, il sole è ancora in bagno a lavarsi la faccia io invece sono già per la strada. Il barista stamattina non sa cosa dirmi (vengo qui perché la colazione, cappuccino e cornetto costa un euro soltanto) e accenna, di sicuro lui è già più stanco di me, un fiacco saluto. L’autobus è vuoto, c’è solo qualche immigrato che seduto guarda la città sbadigliargli in faccia. Io resto in piedi. Devo andare a tagliare i capelli, penso, mentre digrigno i denti sullo specchietto dell’autista. Mi strofino le guance, solo adesso ho notato che la barba è da fare. L’aggiungerò alla lista delle cose da fare, se avrò tempo di farla, perchè ogni giorno diventa più lunga. Le porte dell’autobus si aprono rumorosamente, sono arrivato. Faccio un tratto a piedi ho le stringhe slacciate, mi fermo per allacciarle, le scarpe stanno proprio tirando le cuoia. All’ingresso i colleghi fumano l’ennesima sigaretta di questa domenica mattina. Hanno fatto la notte, scambio solo qualche battuta circostanziata ed entro.
Otto ore dopo. Ho la testa vuota e trentacinque euro in più nel portafogli. Non ho voglia di fare niente. Mi siedo in una bar e chiedo un Campari e un tramezzino al salmone, poi un altro con la bresaola, 7 € dei trentacinque sono andati. Guardo il display del telefono in attesa di una tua chiamata, un messaggio che esprima un tuo desiderio di vedersi. Niente. Cerco Leo ma non prende, poi Matteo. Sono in centro, alla Feltrinelli, hanno comprato dei libri e un cd che devo assolutamente masterizzare, ci vedremo a Termini fra mezz’ora. Poi, forse, una birra. Sono calmo, la metro è stracolma di gente che mi suda accanto. Una ragazza che profuma di muschio bianco mi è a fianco. La immagino mia, pronta a darmi fiducia e forza, e a segnare il mio corpo col suo. Sulla sbarra di appoggio faccio scendere la mia mano sulla sua. Non mi guarda, giustamente pensa che abbia perso la presa e la sposta tranquilla più in giù. La metro rallenta d’un tratto, la mia donna recente mi è addosso. Sommergo nei suoi capelli, chiede scusa e sorride meravigliosamente. È la mia fermata. Scendo.
Otto ore dopo. Ho la testa vuota e trentacinque euro in più nel portafogli. Non ho voglia di fare niente. Mi siedo in una bar e chiedo un Campari e un tramezzino al salmone, poi un altro con la bresaola, 7 € dei trentacinque sono andati. Guardo il display del telefono in attesa di una tua chiamata, un messaggio che esprima un tuo desiderio di vedersi. Niente. Cerco Leo ma non prende, poi Matteo. Sono in centro, alla Feltrinelli, hanno comprato dei libri e un cd che devo assolutamente masterizzare, ci vedremo a Termini fra mezz’ora. Poi, forse, una birra. Sono calmo, la metro è stracolma di gente che mi suda accanto. Una ragazza che profuma di muschio bianco mi è a fianco. La immagino mia, pronta a darmi fiducia e forza, e a segnare il mio corpo col suo. Sulla sbarra di appoggio faccio scendere la mia mano sulla sua. Non mi guarda, giustamente pensa che abbia perso la presa e la sposta tranquilla più in giù. La metro rallenta d’un tratto, la mia donna recente mi è addosso. Sommergo nei suoi capelli, chiede scusa e sorride meravigliosamente. È la mia fermata. Scendo.
Al lavoro
Sono al lavoro, un lavoro dimerda con una paga da schifo. Sto 8 ore al giorno al telefono ripeto sempre le stesse cose non è un granchè trovate? Eppure la sera o voglia di ridere e non mi deprimo cerco gli amici schivo, paro i loro colpi e a volte ne assesto qualcuno. La vita è questo. Io sono già stanco sta passando un'altra mattina inutilmente.
Fallimenti
Ieri serata piovosa. Mentre venerdì è trascorso con un tasso alcolico alto (in fondo non così alto) per cagione di un ventilato licenziamento mio e del mio collega cosentino. La nostra agenzia per il lavoro ci contatta e ci comunica, ahi noi, che il contratto non sarebbe stato rinnovato. A una birra bevuta con rabbia, seguono un amaro, un Martini e vari giri di Campari e gin. In serata poi ci scoliamo una bottiglia di Pampero e almeno un altro paio di pinte. Il mio excollega è stato portato a braccio da via Nazionale alla stazione Termini capolinea della linea notturna 12N. Per ciò che mi riguarda non ho notizie certe, la speranza è appesa ad un filetto e si da il caso che in questa circostanza è molto facile che si spezzi. Ma torniamo a ieri. La serata si era aperta con un Bianco Sarti a cui ha fatto seguito una cena etnica in vista delle elezioni in Iraq. Dopo è stato di rigore un amaro, io ho preso un Lucano altri costretti dallo scarso assortimento hanno ripiegato chi su una Vecchia Romagna, chi su un Montenegro e chi su un Fernet. Un locale cool ci avvolge con un'ottima musica. Borghesi dell'ultima ora starnazzano insulse bestialità. Trattengo un giudizio e tiro in dentro lo stomaco. E' già ora di togliere le tende. Matteo rompe gli indugi con la forza di un Panzer(otto). Al meglio si beccherà un malanno.
Amore e Orte
Miei cari, si avvicina per il Vs. affezionatissimo un periodo piuttosto turbolento. Il mancato rinnovo contrattuale presso Cartasì ha generato una serie di situazioni inattese. Innanzi tutto posso dare da qui la buona novella: inizierò uno periodo di stage in un importante settimanale della capitale. Poi si vedrà, nel frattempo però debbo risolvere una serie di problemi. In primo luogo quello abitativo. Roma è una città carissima gli affitti (lo dico solo per chi non è di Roma e non è al corrente di una simile realtà) sono esosi; una camera in un appartamento composto da tre stanze può arrivare a costare anche 500 euro/mese cifra impossibile per uno stagista (Word me lo segna come errore perché?). A ciò va aggiunto che il trasporto urbano nella città eterna non è fra i migliori. Trovare quindi una sistemazione economica (sempre 280/300€ ci vogliono) in un quartiere periferico significa accollarsi almeno un’ora, un’ora e mezza di viaggio. Oggi però un idea datami dal babbo che guarda il tglazio in terra d’Abruzzo grazie al satellite artificiale. Molti precari romani (perché questo siamo) hanno scelto per vivere (dormire) VITERBO. Sì. A Viterbo (città universitaria quindi anch’essa bulbipelifera) una camera costa non più di 200€ AL MESE!. Ma si puo trovare una soluzione anche a molto meno Portaportese segnalava un annuncio di una camera pr ragazza a 130€. Ora alcune questions:
Quando tempo dista VT da Roma?
Con il trenino Roma-Orte fino a Saxa Rubra e da li con i mezzi Cotral poco più di un’ora. MI hanno detto.
Quanto costa l’abbonamento Cotral fino VT?
Boh? Forse
Fino a che ora e collegata VT con Roma?
Idem.
Miei cari lettori datemi una mano a risolvere l’arcano.
Ps. Un mio certo conoscente mi ha detto che è possibile affittare una camera a basso prezzo (naturalmente sottobanco) presso una residenza universitaria della azienda per il diritto allo studio, sarà vero? W VT No alla speculazione dei padroni di casa romani! Al più presto metterò on-line un rapporto/tabella con le varie possibili soluzioni.
Quando tempo dista VT da Roma?
Con il trenino Roma-Orte fino a Saxa Rubra e da li con i mezzi Cotral poco più di un’ora. MI hanno detto.
Quanto costa l’abbonamento Cotral fino VT?
Boh? Forse
Fino a che ora e collegata VT con Roma?
Idem.
Miei cari lettori datemi una mano a risolvere l’arcano.
Ps. Un mio certo conoscente mi ha detto che è possibile affittare una camera a basso prezzo (naturalmente sottobanco) presso una residenza universitaria della azienda per il diritto allo studio, sarà vero? W VT No alla speculazione dei padroni di casa romani! Al più presto metterò on-line un rapporto/tabella con le varie possibili soluzioni.
Water law
Non è vero che la città in agosto si svuota. Sì, la mattina per strada non c’è il solito traffico; sì, molti esercizi hanno la serranda abbassata e un cartello con su riportane due date distanti fra loro almeno quindici giorni; sì, gli antifurto degli appartamenti con le chiavette del gas in posizione orizzontale suonano in piena notte, ma a parte ciò non si avverte una profonda cesura fra agosto e gli altri mesi della bella stagione. Da molti anni, come leggevo giorni addietro su Repubblica - i quotidiani in estate sono pieni di refusi - gli italiani anno scoperto la differenza fra ferie e vacanze. Questo anno tuttavia, vuoi il caro-petrolio, vuoi che il mare o luglio o settembre, vuoi l’allarmismo di alcuni meteoròlogi, agosto si mostra nelle grandi città un mese decisamente a misura d’uomo. A pochi svantaggi, si contrappongono numerosi benefici. Innanzitutto, per chi con me condivide l’abitazione con altri per i quali agosto e Roma sono due termini antinomi, la possibilità di non ammazzarsi con lo spazzolone dopo che si è usato il water: un vero relax. A questo va aggiunta la facilità - opposta in un certo senso alla prima - con la quale si hanno relazioni sociali. I ‘pochi’ rimasti, infatti, si incontrano con estremo piacere. Ciascuno da fondo alla propria rubrica telefonica a caccia dell’ultimo amico: quello che stato tutta la stagione in panchina o in tributa addirittura, e questi molto spesso, accetta di buon grado un incontro che molto spesso può essere alcolico. Forse io sono fortunato e parlo da una pozione agevolata dal momento che a Roma, l’amministrazione comunale si è sempre mossa per rendere agosto un periodo in cui è possibile fare esperienze culturali di vario tipo. Molto gettonate da chi resta o deve restare sono le numerose arene all’aperto dove oltre a vedere film di qualità è facile fare conoscenze, o almeno condivide un emozione al buio con qualcun altro. Se la fila nei musei la lasciamo fare ai turisti in vista anche delle minacce rivolteci dagli estremisti islamici, ci restano comunque altri modi per trascorrere una serata in spensieratezza.
Che vi posto?
Ieri Cinthia (uso questo stratagemma grafico per non far spazientire o irritare qualcuno, chi legge queste pagine conosce la potenza evocativa della PAROLA, specie nella sua forma scritta) era davvero carina. La magliettina bianca metteva in evidenza il suo bel colorito e tutto il resto (ometto la citazione baglioniana per quel poco di decenza che mi resta). Anche la serata, in cui il Savio ha dimostrato ancora una volta quanto vale, restando poi con l'immancabile pugno di mosche in mano, è trascorsa, caldo a parte, in modo piacevole. Avvertivo però un senso di non appartenenza, di estraneità, di celato disagio. Quante postpostserate postuniversitarie come quelle di ieri ci saranno ancora? Quando finirà questo lento e penoso ultimo capitolo? Voltare pagina non, basta serve un nuovo incipit. Sarà per un’altra sera.