Words
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Ragionavo ieri, davanti alla trasmassione di Fazio e Saviano, che oramai la
maggior parte delle persone che mi "piacciono" o con cui "collaboro" o con
cui ...
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Bagaglio a mano
Una folle assenza mi ha tradotto lontano,
ora torno, pochi mesi del resto, a far luce
fra le mie care cose nella casa che sai.
Vi si aggirano a tondo discrete le mosche
c'è un odore cattivo ed è poco pulita
ma non può che andar bene così.
Cerco un po' di riposo, quasi questo bastasse,
senza un lato nè più un ruolo nel letto
e non guardo il mal messo soffitto
perché l'ultima volta ti ricordi non c'era.
Non ho fretta di mettere a posto le robe,
di disfare il bagaglio e i pensieri.
lo farò, ogni cosa suo tempo, si dice
per adesso questo stare mi piace.
La fontana guarita
Mia povera
fontana,
col male
che hai,
finisci
vedrai,
che uccidi
me pure.
fontana,
col male
che hai,
finisci
vedrai,
che uccidi
me pure.
(A. Palazzeshi, La fontana malata)
zampilla per te
che mai l'hai bevuta.
La senti? è in cortile,
oh quanto ha taciuto,
ma ora ti chiama
la vecchia fontana
seccata, che allegra
ha ripreso a cantare
e adesso vorrebbe bagnare
le labbra di fretta ritratte.
La senti? ma forse non senti
sei troppo lontana, la triste
fontana mi pare ora pianga
e voglia di nuovo tacere.
l'uomo dal fiore in bocca

«Se vuoi facciamo un gioco - ti dico un po' scarlatto -
io metto un fiore in bocca di soppiatto
e poi sto lì a guardarti soddisfatto».
A te aggrada molto questo fatto
così staresti ore come un gatto
tanto che scoppi a piangere ad un tratto.
Via Verdi

Anch'io avrei voluto stare con te in via Verdi,
la casa matta in cui abitavi un tempo,
e bere un'ombra al sole di nascosto
seduti come non abbiamo fatto,
saper poi dir qual è il Petrarca al Giotto,
fermare il tuo sorriso in uno scatto.
Son cose assai banali e me ne guardo
da ritenerle adatte alla poesia
lo scrivo per il gusto che ho nel farlo
assieme a una preziosa nostalgia.
Culinaria
A me mi piace viver di parole
ne mangio solo un poco a colazione,
a cena un po' di più: un minestrone.
Le tue però mia cara son più buone
io non mi stanco mai di quel sapore
un piatto non saprei di che regione
ricorda l'oca in onto e il migliaccio;
sebbene ne divori a profusione
mi sento più leggero e ce la faccio
a buttar giù dei versi così a casaccio.
Carezze - carenze
Nessuno più di me sa che tristezza sia
guardarti e non poterti respirare
ma doversi a malincuore accontentare
di farti le carezze che mi pare
usando solamente il puntatore.
Sotto dettatura
produco versi lenti
nel farlo m'affatico
per me il tasto è dolente
e il topo onnipresente
mi sfugge già di mano
Apparecchiato
Non tutto già mi piace
la luce cade sebbene non la piglio
all'ombra posto qualche rimasuglio
il cane ringhia la zecca lo accarezza
restiamo a fare invidia alla tristezza
Spolvero
è una prova star qui ad aspettarti
e ti chiamo per nome
e lo grido e non riesco a sentirlo
forse a stare seduti si attende invano
Anni
ho in tasca un dimesso ricordo
che non posso afferrare altrimenti
come d'abitudine
non ho nemmeno tempo
per la punteggiatura
Scritti inediti di dubbia poesia
I
Che vale tutto questo?
lo scemo alla finestra mi fa il verso: è il merlo mesto.
Ho punto; e poi perverso come se l'avessi fatto
sempre.
Mi dici di te, che donna hai colto
e che felicità (ti ha scelto).
Com'è scontato: lo immaginai
diverso.
II
Passeggio, è stato un caso sai?
Magra e gentile ora ti puoi cercare,
un tempo fui io a farlo, a mettere il naso
fra le tue cosce,
nei canti miei, se attendi,
ti vedrai riflessa
Ora.
III
Ho seminato bene e razzolato
e attendo che passi il mese.
I padri ns., le Marie ave
hanno amato, lo so,
e con questo?
Per il momento, non ho intenzione
alcuna.
Che vale tutto questo?
lo scemo alla finestra mi fa il verso: è il merlo mesto.
Ho punto; e poi perverso come se l'avessi fatto
sempre.
Mi dici di te, che donna hai colto
e che felicità (ti ha scelto).
Com'è scontato: lo immaginai
diverso.
II
Passeggio, è stato un caso sai?
Magra e gentile ora ti puoi cercare,
un tempo fui io a farlo, a mettere il naso
fra le tue cosce,
nei canti miei, se attendi,
ti vedrai riflessa
Ora.
III
Ho seminato bene e razzolato
e attendo che passi il mese.
I padri ns., le Marie ave
hanno amato, lo so,
e con questo?
Per il momento, non ho intenzione
alcuna.
Antologia di giovani poeti contemporanei
Proprio un bel niente
Ho messo assieme le mie poesie
raccolto i frutti di questa stagione
compiuta, ultimamente.
Un disegno sta in cima a quei fogli
Ludovico me l'ha consigliato:
un conoglio, un'anatra credo;
piace a tutti e qualcuno ci scherza:
Poeta. Ma nessuno per ora vuol dividere
il letto composto, i capelli e il cuscino:
mi cunino da solo, purtoppo.
2001
Me, te o...
Ieri l'altro hai avuto paura
è piovuto, e forte
che hai chiuso le porte
ed il cuore.
Non è stato un dispetto celeste -
Dio come pioveva -
ma un tuo errore,
uno sbaglio di leggerezza
per fiducia soverchia.
Quella pioggia ha fedito anche me,
allangando le arterie e le rughe
ci ha tenuti lontano
e mi ha fatto temere, tremare.
Ora che la piova è cessa
diafana rechi il sole,
e il tuo sorridere.
2002
Ho messo assieme le mie poesie
raccolto i frutti di questa stagione
compiuta, ultimamente.
Un disegno sta in cima a quei fogli
Ludovico me l'ha consigliato:
un conoglio, un'anatra credo;
piace a tutti e qualcuno ci scherza:
Poeta. Ma nessuno per ora vuol dividere
il letto composto, i capelli e il cuscino:
mi cunino da solo, purtoppo.
2001
Me, te o...
Ieri l'altro hai avuto paura
è piovuto, e forte
che hai chiuso le porte
ed il cuore.
Non è stato un dispetto celeste -
Dio come pioveva -
ma un tuo errore,
uno sbaglio di leggerezza
per fiducia soverchia.
Quella pioggia ha fedito anche me,
allangando le arterie e le rughe
ci ha tenuti lontano
e mi ha fatto temere, tremare.
Ora che la piova è cessa
diafana rechi il sole,
e il tuo sorridere.
2002
Antologia di giovani poeti contemporanei
Risveglio
Poco seme mi fa compagnia questa sera
alle soglie del quinto mio lustro:
oh me mesto
anche ieri lo stesso, ho pensato poi asciutto
e più triste l'ho scritto e tu adesso lo leggi.
Domani mi vedo con te, chi lo sa se lo sai
che mi piaci, se ti sono simpatico almeno.
Chi lo sa? e intanto qui piove e non sono sereno.
Venticinque tra poco mero appena svegliato.
Poco seme mi fa compagnia questa sera
alle soglie del quinto mio lustro:
oh me mesto
anche ieri lo stesso, ho pensato poi asciutto
e più triste l'ho scritto e tu adesso lo leggi.
Domani mi vedo con te, chi lo sa se lo sai
che mi piaci, se ti sono simpatico almeno.
Chi lo sa? e intanto qui piove e non sono sereno.
Venticinque tra poco mero appena svegliato.
Antologia di giovani poeti contemporanei
Compagnia
Ti sveglio col te
sei appena tornato
comparso in primissimo piano
su un quadro di pioggia esiziale,
e dire che non mi mancavi.
Mi ingombri la stanza e non parli,
respiri, sei stanco del viaggio:
che già so, che mi hai scritto.
Ancora nel letto alle quattro
a terra nel caldo piumino
ti muovi e bagni il cuscino
mentre fuori fa freddo e ci piove.
Il telefonino ti squilla,
sbadigli qualche menzogna;
- Com'era la Spagna
Ti sveglio col te
sei appena tornato
comparso in primissimo piano
su un quadro di pioggia esiziale,
e dire che non mi mancavi.
Mi ingombri la stanza e non parli,
respiri, sei stanco del viaggio:
che già so, che mi hai scritto.
Ancora nel letto alle quattro
a terra nel caldo piumino
ti muovi e bagni il cuscino
mentre fuori fa freddo e ci piove.
Il telefonino ti squilla,
sbadigli qualche menzogna;
- Com'era la Spagna
2001
Coraggio
Un amico cinedo, di me assai più furbo,
sta annusando vapori mestruali
e si finge padrone, ed inventa versi taciuti.
Ad un tratto mi scopro osservato da donne,
quelle stesse nostre madri,
che con rabbia ci misero al mondo.
Il mio amico ora piange, non intendo il motivo
né ho voglia di farlo, si giustifica: "Gioia, gioia".
E quell'aria, fino allora rimasta a guardare,
come fanno le tosette quando incerte se darsi si danno,
gli concede un istante di pace e la morte fa meno spavento.
Triste amico: ricordi quei giorni in cui noi
trovavamo nel corpo piacere? Non rammenti il sangue versato?
Io mi chiedo balordo, come sono i poeti:
questa solo è la vita che mio padre mi concede di fare?
Sono io che in fretta mi muovo, o son gli altri
a parer quasi fermi, nella nuda città, che suo figlio mi volle?
Ora tutto è nulla, e la siepe è tagliata da mani esperte
se potessi vedrei; ma a me manca il coraggio.
1997