Bestie immonde

A Ferentino, comune della campagna laziale, un tredicenne un diciassettenne e un sedicente hanno fatto violenza sessuale su di una bambina di 12 anni per diversi mesi. Ferentino è il comune di residenza di Federica che in più ricorderanno con lo pseudonimo di Ruspacchione. Questa bestia che io cercavo di domare con il mio aspersorio era davvero immonda. Savio e Massimiliano ricordano la sua valigia piena di cianfrusaglie aperta nel centro della mia camera da letto con a fianco degli orrendi sandali con i tacchi ribattuti. Io ricordo di averla mandata a casa piangendo senza mutande. Le cronache oggi parlano di Ferentino come di un luogo degradato dove mancano i divertimenti e i giovani in preda alla noia possono commettere crimini di questo tipo. Io mi ricordo che Ruspacchione, me lo ha raccontato lei, tirava seghe a destra e a manca e a chi la dava a chi la prometteva. Roberto la prendeva in giro per le sue orecchie a sventola, a me diceva che con lei potevo prendere assieme tele+ e stream, non eravamo ancora nell'era sky, senza pagare l'abbonamento. Era una trucida ma io sento ancora di ringraziarla.

Cene

Ce ne stavamo belli e zitti a guardarci la bocca. Ero attento a non fare romori con il palato, la forchetta, il buco del culo. L'antipasto era stato servito: ricco e unto come a me piace e il primo lo terminavamo in quel momento: gnocchi al sugo di lepre. Si passò il fazzoletto che aveva sulle ginocchia sulle labbra e disse: - Squisiti. Io annuii. Poi aggiunsi: - Aspetti che arrivi il dolce.
Quella mattina eravamo stati a vedere assieme una mostra di un'artista cileno, Marcos della Poia, lei era entusiasta e lo elogiava anche in sua assenza, io ero rimasto un po' deluso: - Una buona tecnica - le avevo detto - ma...
Il secondo lo portarono dopo un poco: involtini quattro stagioni. Mi servivo il vino, lei non ne beveva, - Speriamo che almeno beva il resto più tardi - pensavo. Un'otturazione mi dava fastidio. Il locale si andava svuotando. Fummo tra gli ultimi a chiedere il conto. Feci chiamare un taxi. Uscimmo. Quando pronunciai l'indirizzo di casa mia all'autista, scesi la maschera e scoprii le carte.
Andiamo da lei? - Mi chiese tranquilla.
Non seppi rispondere. Alla fine della corsa scesi e le aprii galante la portiera. L'autista mi guardava allibito. Lei mi sorrise come meglio poté. Entrammo in casa. Mi chiese del bagno, glielo indicai e mi servii ancora da bere. L'alcole iniziava a fare effetto. Ci mise qualche minuto, forse perché avvertì qualcuno che non sarebbe tornata a dormire, forse perché cagò, non glielo chiesi, nè l'annusai. La gettai sul divano e poi le abbassai una spallina del vestito frugandole il seno.
Voleva ribbellarsi, almeno istintivamente, ma poi corresse la mira con una battuta: - Quando è sbronzo e ancora più stronzo - Dopo qualche minuto le ero già dentro e lavoravo da matto. Sudatissimo al fine le chiesi: - T'è piaciuto? - Mi rispose carina: - Buona tecnica ma... - A quella risi anch'io.

Myspace

MySpace è uno dei siti Internet più famosi. Acquistato l'anno scorso dal magnate delle comunicazioni Rupert Murdoch può vantare 90 milioni di utenti registrati. Su MySpace molti utenti condividono musica protetta da copyright facendo storcere il naso alle major che minacciano azioni legali. Presto questo non sarà più possibile perché la società ha annunciato di avere la licenza di una nuova tecnologia per non consentire più agli utenti di pubblicare musica protetta, e che estrometterà chi violerà la sua politica. Grazie a questa nuova tecnologia quando si tenterà di caricare un file sul sito questo verrà confrontato con quello presente in un data base di materiale con copyright, e se risulterà uguale il sistema ne potrà bloccare l'upload qualora non ci siano i diritti per farlo.

Anche YouTube, che di recente è stato acquistato da Google, ha aspirazioni simili per proteggersi da eventuali procedimenti legali.

MySpace, a cui sempre più persone si rivolgono per fruire musica e video, ha poi espresso l'intenzione di iniziare a vendere le canzoni di quasi 3 milioni di band indipendenti ad esso registrate. Le maggiori etichette musicali come: Emi, Universal Music Group di Vivendi , Warner Music Group e Sony Bmg che possiedono circa il 75% della musica più diffusa, mettono a segno un altro punto a loro favore impedendo di condividere liberamente la musica.

Primi passi, con le ruote

Alla radio la partita della Roma, che non sia anche questo un modo per tornare al centro da questa lontana periferia, questo posto dimenticato da Dio, come si dice, ma a me così familiare. Resto fermo ancora un po', aspetto ancora e m'illudo che questo sia un'attitudine del fare. e questo solo per cominciare avrò parole migliori di queste per dire.

Archivio 2006 - 2004

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Ricordando S. Valentino

Anni fa, eravamo ancora tutti alla CIVIS (la casa dello studente nei pressi della Farnesina), io, Pazi, Prof, Cithia et illi. Il giorno di S. Valentino mi venne in mente di organizzare una festa chè volevo provarci con non ricordo più chi, ancora non sapevo che una certa ragazza già mi aspettava.
Dopo aver raccolto poche migliaia di recenti lire, andammo con Leo Flash – c’era anche una certa ragazza – a fare una spesina alcolica al GS del villaggio olimpico. In fila alla casa conoscemmo un bel giovanotto, fui io a indicarlo a una certa ragazza, credo si chiamasse Jacopo o qualcosa del genere, fatto sta che all’uscita del supermercato ci invito da lui a fumare.
Bei tempi, dirà qualcuno, era bello il CIVIS… qualcun’alto, cazzo! io.
A fine serata andai a dormire come al solito sbronzo e in solitudine, Pazi passo la notte per le strade di Roma con una comitiva in seguito mai più riproposta, gli altri non ricordo (magari possono ricordarmelo commentando questo post).
Ci accusarono per quella festa di essere bigotti e consumisti. Ora dopo tanti anni alla vigilia di un altro S. Valentino che passa, e passo da solo avevo solo voglia di ricordare teneramente.

A chi piace la patatina

Rocco Siffredi, di cui sere fa ho rivisto per l’ennesima volta il suo celebre “Rocco e le strafighe” è stato scelto da Amica Chips come testimonial dopo il già provocatorio claim ‘La patata tira’. Rocco nel giardino di una villa nelle immediate vicinanze di Buenos Aires, è come al solito circondato da fessurine di varie nazionalità, e lui che ne ha assaggiate negli anni di tutti i tipi e forme, dice di preferire la patana italiana. Slurp! Lo spot si conclude con lo slogan ‘A chi piace la patatina’. E a chi non piace? La ellepuntato tutta, io. Bravo Rocco resta un dubbio però: maionese, ketchup o... alle golosone la scelta.