A chi piace la patatina

Rocco Siffredi, di cui sere fa ho rivisto per l’ennesima volta il suo celebre “Rocco e le strafighe” è stato scelto da Amica Chips come testimonial dopo il già provocatorio claim ‘La patata tira’. Rocco nel giardino di una villa nelle immediate vicinanze di Buenos Aires, è come al solito circondato da fessurine di varie nazionalità, e lui che ne ha assaggiate negli anni di tutti i tipi e forme, dice di preferire la patana italiana. Slurp! Lo spot si conclude con lo slogan ‘A chi piace la patatina’. E a chi non piace? La ellepuntato tutta, io. Bravo Rocco resta un dubbio però: maionese, ketchup o... alle golosone la scelta.

Palla di neve

Ho trovato la trascrizione di una scena del film di Kevin Smith “Clerks” , da morir dal ridere.

- VERONICA: Credi che possano vederci qua sotto?
- DANTE: Cos’è, vuoi fare l’amore o una paccatina?
- VERONICA: Si può?
- DANTE: Davvero?
- VERONICA: Dai, scherzavo!
- DANTE: E’ che non ti basto mai!
- VERONICA: Tipico commento da maschio!
- DANTE: Cioè, in che senso?
- VERONICA: Se poco poco siete bravi a letto vi credete subito dei padreterni. E quello che facciamo noi non conta niente?
- DANTE: Voi? Voi a scoparvi, stringi stringi, siete tutte uguali. Basta che siate lì.
- VERONICA: Che siamo lì?
- DANTE: Portare un maschio all’orgasmo che impresa è? Tutto sta ad accoglierlo in un ambientino stretto, preferibilmente umido: spingere, rispingere…
- VERONICA: Molte grazie!
- DANTE: Mentre far godere una donna… è roba mica da ridere, eh?
- VERONICA: Ah, tu la vedi così?
- DANTE: Una donna che fa godere un uomo è normale, ma un uomo che fa godere una donna è talento!
- VERONICA: Ma con chi sono capitata?
- DANTE: Qualcosa non va?
- VERONICA: Mi sento offesa. Credimi che far godere un uomo, caro il mio dongiovanni, non è affatto semplice. “Essere lì”, come dici tu, non significa niente.
- DANTE: Uhm: toccata sul vivo.
- VERONICA: Mi ferisce che tu involgarisca così il mio ruolo nella nostra vita sessuale.
- DANTE: Ma non lo dicevo per te: il mio era un discorso in generale!
- VERONICA: Sì, un discorso che pare fatto per dei babbuini!
- DANTE: Le mie sono opinioni basate su quel po’ di ragazze con cui mi è capitato di andare a letto.
- VERONICA: E quante?
- DANTE: Quante che?
- VERONICA: Con quante ragazze ti è capitato di andare a letto?
- DANTE: Con quante ragazze? Non è la prima volta che ne parliamo, mi pare…
- VERONICA: Può anche darsi, non mi ricordo. Allora quante?
- DANTE: Fino a te?
- VERONICA: Meglio sarebbe prima di me.
- DANTE: Dodici.
- VERONICA: (indignata) Tu saresti andato a letto con dodici ragazze?
- DANTE: Te compresa? Sì.
- VERONICA: (gli dà una sberla)
- DANTE: Ahi! Ma che ti piglia?
- VERONICA: Sei un maiale!
- DANTE: Ma perché mi hai picchiato?
- VERONICA: Lo vuoi sapere con quanti sono andata a letto io?
- DANTE: Posso picchiarti pure io dopo che me l’hai detto?
- VERONICA: Tre.
- DANTE: (stupito) Tre?
- VERONICA: Tre, compreso te.
- DANTE: Sei andata a letto solo con tre uomini?
- VERONICA: Non sono il maiale che sei!
- DANTE: Chi?
- VERONICA: Tu!
- DANTE: Ma no! Chi erano gli altri a parte me?
- VERONICA: John Franson e Robert Stanslick.
- DANTE: (con vera ammirazione) Wow!
- VERONICA: Ecco perché sei un maiale! Mi fate schifo: sempre pronti a scoparvi qualsiasi cosa vi dica sì.
- DANTE: Animale, minerale o vegetale?
- VERONICA: Ti ci vedo con una paraplegica!
- DANTE: Ah, beh: sono quelle che fanno meno resistenza.
[…]
- DANTE: Ah, merda, ma perché ti alzi, adesso?
- VERONICA: Io, se non ti dispiace, avrei una lezione, tra tre quarti d’ora, io. (vede un cliente che conosce, sballatissimo) Uh, William!
WILLIAM: Oh! Ehi Ronnie… Come te la passi, bella?… Ma… Come sarebbe? Lavori qui per caso?
- VERONICA: No… Io ero… venuta a trovare il mio ragazzo. - DANTE: ti presento William Black. Lui è - DANTE Hicks, il mio fidanzato.
- DANTE: Salve! Solo la gazzosa?
WILLIAM: No, anche… anche un pacchetto di sigarette. (rivolgendosi a lei) E allora bellezza, che combini? Frequenti ancora Seton Hall?
- VERONICA: No, io mi sono iscritta al Monmouth, quest’anno. Mi sono stufata di stargli lontano.
WILLIAM: Eh… stupendo… stupendo… Sei… ancora in contatto con Sylvan?
- VERONICA: L’ho sentita giusto lunedì… ci si vede più o meno per i week-end.
WILLIAM: Oh… stupendo… Allora… statemi bene ragazzi, ci si vede, ok? (se ne va)
- VERONICA: Ciao, a presto! (rivolta a - DANTE, imbarazzata) Ehm… quello lì è “Palla di neve”.
- DANTE: Perché lo chiami così?
- VERONICA: L’idea è di Sylvan… una roba di pompini.
- DANTE: Come sarebbe a dire?
- VERONICA: Dopo che gli si fa un pompino gli piace farsi risputare… tutto in bocca con un bacio… Di qui, “Palla di neve”.
- DANTE: Cioè, lo chiede proprio?
- VERONICA: (sottovoce) Gli piace da matti!
- DANTE: Tipo disponibile, questa Sylvan!
- VERONICA: Scusa, in che senso?
- DANTE: Eh, una che fa la palla di neve a quello!
- VERONICA: Sylvan?… No, la palla di neve gliel’ho fatta io.
- DANTE: Certo, come no!
- VERONICA: Sul serio.
- DANTE: (urlando) Tu hai succhiato il cazzo a quello lì?
- VERONICA: Certo… Come facevo se no a sapere delle sue…
- DANTE: (interrompendola) Aspetta… Tu mi hai detto che hai fatto l’amore solo con tre ragazzi. Quello mica l’hai nominato!
- VERONICA: Perché con lui l’amore non l’ho mai fatto!
- DANTE: Ma gli hai succhiato il cazzo!
- VERONICA: Ci sono uscita qualche volta, ma mai fatto l’amore: solo pomiciato un po’!
- DANTE: Ommioddio… Ma allora perché mi hai detto di aver fatto l’amore soltanto con tre?
- VERONICA: Ma perché è vero che l’ho fatto solo con tre! Ciò non significa che poi non sia uscita anche con altri!
- DANTE: Santoddio, mi viene da vomitare!
- VERONICA: Mi dispiace tanto: pensavo avessi capito!
- DANTE: (urlando) E difatti ho capito che hai fatto l’amore con tre ragazzi e basta! Non hai detto altro!
- VERONICA: Per piacere, stiamo calmi!
- DANTE: Quanti?
- VERONICA: - DANTE?!
- DANTE: Quanti cazzi hai succhiato?
- VERONICA: Lascia perdere…
- DANTE: (urlando) Quanti?
- VERONICA: Va bene, sta’ zitto un secondo e te lo dico! Gesù! Io però non ho mica perso la testa quando mi hai detto quante ragazze ti sei scopato!
- DANTE: C’è differenza! E pure grossa! Quanti?
(si interrompono mentre - DANTE serve una cliente)
- DANTE: Allora?
- VERONICA: Uhm… Più o meno, circa… trentasei.
- DANTE: Cosa? “Più o meno circa trentasei”?
- VERONICA: E parla piano!
- DANTE: Ehi, aspetta, che significa “più o meno circa trentasei”? Compreso me?
- VERONICA: Uhm… Trentasette.
- DANTE: (sempre urlando) Io il trentasettesimo?
- VERONICA: (sbrigativa) Ehm… io devo andare a lezione! (fa per andarsene)
- DANTE: Santo cielo! Trentasette! (rivolto a un cliente) La mia ragazza ha ciucciato trentasette cazzi!
CLIENTE: In fila?
- DANTE: (rivolto a - VERONICA) Ehi! Dove vai adesso?
- VERONICA: Stronzo! Finora non sapevi nemmeno con quanti ragazzi avessi fatto l’amore, visto che mai ti sei sognato di chiedermelo! E fai pure il disinvolto sulle dodoci che ti sei scopato! Io non ho li ho mai scopati dodici ragazzi!
- DANTE: Ah no? Di cazzi però ne hai ciucciati!
- VERONICA: (minimizzando) E va bene: ho fatto qualche pompino a qualcuno…
- DANTE: A “qualcuno”?
- VERONICA: (irritata) …Uno dei quali sei tu! Anzi: sei l’ultimo. Il che significa, se da te sei troppo scemo per capirlo, che io ti sono fedele sin dall’inizio! Con tutti quegli altri ci uscivo prima di incontrarti, per cui se ti ci vuoi fare una malattia fa’ pure, ma non trattarmi come una puttana, visto che tu per primo ti sei dato parecchio da fare!
- DANTE: E va bene, ma perché dovevi fargli un pompino? Perché non andarci a letto come qualsiasi persona normale?
- VERONICA: Scusa, ma che c’è di strano a fare un pompino? Se uno mi piace ci esco, i pomicio, e prima o poi il pompino ci scappa! Ma fare l’amore è diverso! Quello solo con chi amavo!
- DANTE: Mi sento male!
- VERONICA: (dolce) Te ti amo! Non devi stare male.
- DANTE: Ogni volta che ti bacio sentirò il sapore di quei tutti e trentasei!
- VERONICA: (spazientita) Ah! Devo proprio andare: forse più tardi sarai un pochino più lucido!
- DANTE: (tra sé) E io sono il trentasette! Io…
- VERONICA: Ciao - DANTE! (esce dal negozio)
- DANTE: (urlando, mentre - VERONICA si sta allontanando) Ehi: guarda se ti riesce di non succhiare troppi cazzi da qui alla macchina!
(un tizio che bighellonava fuori dal negozio, a quel punto, la segue)
- DANTE: (rivolto al tizio) Ehi! Ehi, tu! Torna subito qui!

A QUESTO LINK POTETE SCARICARE IL FILE AUDIO DELLA SCENA

Carico di spaccio

Nessuno può chiamarsi fuori dalle proprie responsabilità e io non l'ho mai fatto neanche in tempi migliori. Ora che vedo le cose da una certa altezza ve lo posso dire. Lui che è un bel ragazzo non diresti mai indossi un intimo simile. Ha invitato lei che col seno in faccia o più sù le dà ancora qualche Speranza che ne ha bisogno. Io a un tiro di schioppo mi alzo sul trespolo del pulpito e taccio l'ennessima volgare sentenza.

PBI - Era Tanzi una brava persona


C. Tanzi, Come si ricicla il denaro sporco, Carogni, 2004

L'imprenditore parmense ci illustra in modo chiaro ed esaustivo tutte le operazioni per riciclare danaro attraverso l'uso di società off-shore. Un manuale fondamentale per capire i meccanismi della nuova realtà economica italiana.

sul finire

“Quante volte diciamo che bello questa cosa è, e poi ci accorgiamo che questa cosa non è” è questa una battuta presente nel film “Cuori nella tormenta” di Oldoini ed è Verdone a dirlo a Lello Arena. Frase questa che si adatta bene al nostro tempo e al mio personale. Pensavamo che l’Italia fosse un paese civile, ma ci si accorti che così non è dopo l’indifferrenza che il nostro popolo ha mostrato nei confronti dei quesiti referendari. Pensavo che l’Europa fosse una realtà acquisita e imprescindibile, ma da più parti ora comincia a serpeggiare più di un malumore. Pensavamo che questo cuore potesse trovare un battito un respiro comune, condiviso, non è stato così. Nei prossimi giorni la redazione sarà un po’ ferma, abbiamo preso le ferie in blocco. Torneremo, spero, a metà luglio. Ultimi fuochi prima dell’estate.

Coming soon

Giusto ieri il dispaccio d’agenzia sulla fine presunta di questo sentire mi faceva annunciare a tutti con infinito cordoglio l’estremo saluto negato. Oggi invece rincuorato da precipitate parole, attendo. Lo tengo spento per non cercare di continuo in una tasca non mia l’icona di un suono o di una pacata vibrazione inavvertita. Ma niente. Adesso è immobile sul comodino come un qualsiasi ninnolo polveroso. Malinconico - o meglio: patetico, come in passato altre genti hanno cortesi ammonito - conserva al suo interno parole, le frasi che hai lanciato nella rete e a cui mi sono impigliato come un tonno al naturale destino. Le mie carezze cosa non hanno? e il mio sguardo, il mio corpo cosa?

Non ho resistito, ho dovuto cercare il tuo nome in rubrica e col dito incerto sfiorare più volte il tasto verde. Finchè mi sono detto: ma sì. La tua voce mi ha subito calmato. So che non potrà essere diverso, lo so. Cosa mi ero messo in testa! Ma niente, è solo che sono maledettamene disperato o qualcosa del genere. Ho ancora tratti di serenità in cui avverto appieno quanto sia cara la tua compagnia che diventa ogni giorno più rara e forse per questo preziosa. Leggendo son certo che potrai capire, capirmi, e che non ci sarà bisogno di chiedere scusa.

Mica sono Ricucci

Il collocamento del titolo a metà marzo a 6,50 aveva spiazzato un po’ tutti gli analisti. Poi l’euforia del mercato lo aveva fatto salire in pochi giorni fino a 7,80 con una notevole quantità di pezzi scambiati. Successivamente per una serie di concause, il titolo dell'azienda abruzzese specializzata in idraulica, ha cominciato a perdere fino a scendere sotto la quota di collocamento per poi riprendersi leggermente per via del classico rimbalzo che questo tipo di settore presenta. Le notizie non confortanti provenienti dai mercati latinoamericani, dove la EXSilos TP ha parecchio investito, hanno in seguito messo in crisi definitivamente il titolo, che in tempi recenti è stato più volte sospeso per eccesso di ribasso arrivando a una quotazione molto al di sotto del collocamento ( 4,70 €) provocando la disperazione di quei risparmiatori che avevano scommesso tutto o molto su un’azienda che si diceva sicura. Un classico caso italiano.

Che fare ora mi chiedo, io che ho investito parecchio su questa benedetta azienda? tenere le azioni sperando che il titolo possa risalire in modo da recuperare un po’ del capitale speso; oppure vendere tutto prima che il titolo crolli definitivamente e mi lasci sul lastrico? Beh è proprio vero io non sono Ricucci.

No no, io vendo!