"Mi cucino da solo purtroppo"

I lettori più attenti che negl’ultimi tempi sono andati sempre più scemando, avranno senz’altro riconosciuto nel titolo di questo post l’ultimo verso di una mia ormai datata poesia. Sono le sedici e trenta di un sabato pomeriggio non troppo convinto, alzatomi da poco, consumo mentre vi scrivo seduto alla scrivania del computer, un piatto di trenette al pesto che ho preparato da me medesimo. Quando scrivevo quei versi, lamentando anche che nessuno voleva dividere il cuscino e il letto composto facevo riferimento anche a altri significati posseduti del verbo cucinare. TDM nel suo dizionario Paravia ci ricorda che cucinare oltre che: “preparare e cuocere le vivande” ha anche i seguenti significati figurativi e famigliari: “arrangiare, accomodare in modo conveniente: cucinare un compito, cucinare un articolo, […] sistemare per le feste: adesso ti cucino io!”. Cucinarsi da solo quindi vale anche arrangiarsi o peggio flagellarsi. A questo va aggiunto il fatto che cucinare/cuocere hanno un’aria semantica che inferisce con i termini quali: passione, amore, desiderio: essere cotto, cuocere di invidia, ecc. Ora non voglio che il lettore che è giunto fin qui creda che cucinarsi significhi meramente masturbarsi ma in un certo senso è così se consideriamo il termine nel suo significato più ampio (c’è un libro di dubbia qualità ma di grande successo che si intitola “Come smettere di farsi le seghe mentali” o qualcosa del genere).
La sortita di ieri sera al Trinity, locale della capitale frequentato da turiste e altre giovani che vogliono riscoprirsi genuine alla ricerca del salutare biscotto, (come promette una recente campagna pubblicitaria di una nota casa dolciaria) ha suscitato in me le solite perplessità. Riaccompagnando a casa le giovanette (tosette avrei detto un tempo) mi è stato chiesto: “Tu come ti chiami?” – “Leonardo” ho risposto pronto, e lei, la bimba (poteva avere 19 anni): - “Come mai un nome italiano?”. E poi, dopo le mie spiegazioni: - “Parli poco, come mai sei timido o introverso?”. Anche se so che questo esempio non ha valore diciamo ontologico, dice molto su di me magari anche di più di tutta la mia poesia o presunta tale. Chi acconsente taccia.

PBI - Acrobazie necessarie


N. N. Orfei, Arrivare a fine mese: trucchi, espedienti, funambolismi, Editori Reniti, 2004.

Il più importante e noto artista circense italiano, illustra in un pratico manualetto corredato di efficaci illustrazioni, esercizi e tecniche per eseguire salti mortali e altre acrobazie per riuscire ad arrivare sani e salvi alla fine del mese. Un manuale necessario.

A che punto è la botte

Periodo movimentato quest'ultimo. Dopo le ultime serate trascorse nei più noti locali gay della capiatale a caccia di trofei, anche a costo di tornare a casa con le mani insanguinate (o peggio), il Savio sabato scorso ha organizzato una piccola festa in occasione di una particolare ricorrenza, una specie di S. Barbara, in cui sono stati esplosi gli ultimi fuochi di una bella stagione che inevitabilmente giunge al termine. Molte le assenze ma molte anche l'essenze. SAVIO IN-FESTA proponeva l'invito e cosi è stato. Ma adesso veniamo a noi, e a quello che più interessa chi aspetta da tempo, sulle nostre pagine, una novità qualunque. C'è in sostanza da chiedersi, da cosa dipenda l'insormontabile difficoltà incontrata nel produrre qualcosa di positivo dalla nosta redazione, perchè Leo, Edo e Onesto negli ultimi mesi non hanno licenziato nulla che ritenessero atto al: "visto si stampi"? La risposta è più complicata e articolata di quanto possiate pensare. Punto primo: con il trasferimentio della redazione dal quartiere Prati a quello di Casal Bertone, l'umore è finito fin sotto i tacchi e dato che il citato quartiere è infestato da cani e padroni di cani, potete immaginare quale sia lo stato d'animo colletivo. In scondo luogo il mancato rinnovo del finanziamento che la regione Lazio dava al Ns. sito ha aggravato ulteriormente le cose è ognuno di noi è dovuto tornare più stabilmente al proprio lavoro: Leo al call-center, Edoradro alla sua pizzeria, e Onesto dopo un periodo di cassa edile sulle impalcature. Altri motivi poi, più o meno personali, sui quali taccio, hanno complicato orrendamente le cose. Ma quandio arriverà dunque la tanto attesa primavera? Presto vi prometto, difatti ci sono un paio di idee in cantiere che verrano al più presto varate, idee a detta di qualcuno TITANICHE

Il Vs. Andrea l'unico della redazione ancora in piedi.

PBI - Un ministro interinale


G. Tremonti, Guida al lavoro interinale, Latersa, 2003

Dalla collana Idee nuove della Latersa un volume dedicato a chi vuole intraprendere il fantastico mondo del lavoro temporaneo. Una indispensabile guida illustrata da un esperto dell'interinale (1994), l'ex ministro delle finanze Giulio Tremonti. "La voce fuori campo di chi considera il sindacato un club di casinisti" Libero.
Beh, ieri la Dottessa K. (già il nome mette paura) laurea-tassì nell'Università di Iena, mi ha rivelato che secondo, come si dice, la sua modesta opinione il gran lup.man. TDM per la sessione straordineria non mi avrebbe fatto laureare dato che non ha letto una bene amata cippa di quel poco che ho scritto da me mesto. Domani TDM riceve ore 9 am e io ci vado e gli esporrò i miei europroblemi, ci siamo capiti, e il resto. Il cuore piange.
Ecco un problema, quello di dissipare le proprie energie in/verso attività inutili, cioè da cui non traggo utile. Se mi concentrassi, se tenessi fissi a mente i miei target allora qualcosa cambierebbe. Questo è. Invece faccio l'esatto contrario, zuzzurello in questa città ostile e pressapochista. Che Dio salvi la regina (dalla serie b)!
Mi ero riproposto di scrivere e scrivere, ma niente! Trovo un po' di tempo ora (la stampante alla BAM non funziona) e bloggo da qui. Dopo la giornata di ieri, file postali incluse, il mio umore toccava le stringhe delle scarpe, per chi non lo sapesse ne ho solo un paio, quindi non sarei dovuto passare da lei (notate la minuscola) eppure l'ho fatto e sono stato peggio.

L'idea del mese che a seconda del salario-stipendio è più lungo o più corto mi esaltava mentre uscendo di casa fumando una Camel, ma oggi non la ritrovo più.

Per Tina: "Io la password me la ricordo sempre"
De Andrè diceva a una trista donna che aveva perso tre figli: "signora lei è un po' distratta". Valga lo stesso. Netscape (è quello che uso ora) è una cagata. Con la g e non con la c mica sono di Roma io.

A quanto prima.